


A) Riprendiamo gli appuntamenti del Martedì sera. Dalle 19.30 in poi a ....(località da destinarsi)
B) Il Giovedì, da Marzo a Settembre come sempre, usciamo con un programma di massima (quello calendarizzato) ma spesso si varia in funzione delle prefezenze dei partecipanti. Considerata la giornata feriale ci si muove con le autovetture private o, al massimo con un minibus da nove posti.
C) Il fitwalking: una nuova, non nuova, disciplina alternativa allo jogging. Consiste essenzialmente nel camminare in maniera leggermente sostenuta per sei o sette chilometri in percorsi cittadini o al più periferici. Prevediamo gli appuntamenti nella tarda mattinata del Sabato in abbigliamento da corsa leggera o passeggiata: canadese, scarpe da tennis, felpa e minuto zainetto per l'aqua e l'eventuale colazione. Teatro delle passeggiate saà la fascia urbana allargata; cioè fra Capoterra, San Sperate, Sinnai ed il Margine Rosso. Ci si incontrerà, intorno alle ore 09.30 a Cagliari nelle piazze Repubblica o del comune vecchio dalle quali, con un mezzo pubblico, si raggiungerà la località prescelta. Gli itinerari verranno studiati nella manierà in cui il sito di arrivo sarà di transito per un secondo vettore pubblico per mezzo del quale, nel primo pomeriggio, si perverrà nuovamente nelle località di partenza.
In grado di contenere un sacco a pelo (eccezionalmente) ed i vari capi dello straconsigliato abbigliamento a “cipolla” necessario per affrontare le spesso mutevoli condizioni meteoclimatiche. Quindi sui 35/40 litri con:
- Torcia (e batterie di ricambio)
- Accendino
- Fischietto
- Alcuni metri di sagolino fine
- Un rotolo di cerotto telato da 2,5 cm.
- Berretto inverno e/o berretto estivo
- Coltellino
- Bicchiere
- Borraccia
- Pranzo al sacco
- Poca frutta secca o candita o zucchero
GLI SCARPONI
Questione abbastanza complessa; diciamo che una ragazza o comunque una persona abbastanza leggera può utilizzare delle pedule di media-buona qualità, persino quei modelli tutti cordura, sedicente (ed inutile dopo poche uscite) Goretex e decine di cuciture varie. Comunque sempre di una (abbondante) taglia superiore a quella comunemente portata negli scarpini da uscire.
Per gli uomini, o per tutti coloro che comunque superino.... chessò i sessanta chilogrammi di peso.... credo sia indispensabile acquistare quelle tipiche uose da montagna, spesso rigide e pesanti, universalmente utilizzate. Considerando che comunque, per tutti, sono il miglior compromesso tra grip, durata, impermeabilità, isolamento termico, manutenzione ecc. "Sempre" di almeno 1/1,5 taglie superiori alla solita e correlate del relativo grasso col quale, saltuariamente, ravvivare lo stato del pellame.
La torre del Poetto è una piccola torre costiera, situata nel promontorio della Sella del Diavolo, a Cagliari. L'edificio, semidiroccato, domina, dalla sua posizione a 87 metri sul livello del mare, il porticciolo di Marina Piccola e la vicina spiaggia del Poetto.
La torre, risalente al XVII secolo, appare oggi spezzata in due tronconi lungo l'asse verticale. La struttura è tronco-conica, originariamente voltata a cupola, alta sette metri per cinque di diametro. Il materiale di costruzione è costituito da pietra calcarea.
Dal luogo in cui sorge la torre del Poetto, difficilmente raggiungibile, si possono avvistare le torri costiere del golfo di Cagliari comprese tra quella di Mezza Spiaggia e dell'Isola dei Cavoli.
Da Wikipedia.
La Torre della IV Regia è una costruzione sorta su di un preesistente insediamento, ascrivibile, probabilmente, all'epoca aragonese, quando iniziò ad essere richiesto a coloro che praticavano la pesca all'interno della laguna di Cagliari o di Santa Gilla, il conferimento della quarta parte del pescato. Successivamente, in era spagnola, quasi tutte le peschiere furono strutturate in modo tale che coloro che praticavano la pesca corrispondessero alla Corona di Spagna un canone o altra forma di affitto detta "arrendu" (dallo spagnolo arrendar), corrispondente alla quarta parte del pescato. Da qui l'attuale nome della Torre. Questa sorta di balzello o gabella in natura venne richiesta fino al 1956 in piena era repubblicana, allorquando venne soppresso con legge regionale. L'edificio, che si trova in pessimo stato di conservazione, è composto da due ambienti di cui il principale è costituito da una torre di avvistamento alta circa 8 metri a cui nel corso dei secoli è stata posta, frontalmente alla originaria porta di accesso, una struttura dalla pianta rettangolare. Una violenta mareggiata nel novembre del 1898 danneggiò gravemente la struttura che venne successivamente ricostruita quasi completamente con notevoli rimaneggiamenti. Originariamente la torre era abbastanza piccola, del tipo "Torrezilla" cioè presidiata da soli due soldati con compiti di avvistamento. Nel dopoguerra la Torre fu adibita a locanda, luogo di abituale ritrovo dei pescatori, dove potevano gustarsi delle pietanze a base di pesce e di frutti di mare. La Torre è situata in località sa Scafa, dove, attorno al XVI secolo, pare che imbarcazioni, "scafi", venissero utilizzate per attraversare il canale uscente dalla laguna in direzione La Playa, oggi Giorgino, verso il Lido "la Maddalena" , a Capoterra.
La raganella sarda (Hyla sarda De Betta, 1853) è un Anfibio dell'ordine degli Anuri, endemico della Sardegna, della Corsica e dell'Arcipelago Toscano.
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DESCRIZIONE
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È la più piccola delle raganelle, con corpo generalmente lungo al massimo 4 cm, raramente fino a 5 cm. La testa è corta e larga poco staccata dal resto del corpo, con occhi grandi e sporgenti. I maschi hanno in corrispondenza della gola il sacco vocale, riconoscibile anche quando non cantano per la presenza di numerose pliche cutanee. Le dita hanno dilatazioni a ventosa che permettono di aderire e arrampicarsi su qualsiasi superficie.
La pelle è glabra, con colorazione in genere verde brillante, più o meno scura, ma spesso con macchie sul dorso grigie o nerastre o verdi più scure. La gola e il ventre sono bianchi. Lateralmente si distingue una fascia nera che parte dalle narici fino al fianco attraversando l'occhio. Contrariamente alla raganella italiana, quella sarda non presenta la derivazione dorsale della banda nera. La banda è inoltre poco bordata di bianco.
BIOLOGIA
L'adulto è insettivoro, il girino è prevalentemente detritivoro. L'adulto ha abitudini notturne, di giorno staziona sulla vegetazione bassa (cespugli e arbusti) in punti ombreggiati. Nonostante la vita prevalentemente arboricola, vive in prossimità dell'acqua, presso stagni, corsi d'acqua, vasche ed ed anche piccole quantità raccolte in contenitori. Rispetto alle altre raganelle tollera meglio lunghi periodi di siccità e resiste anche a più alti tenori di salinità dell'acqua.
Si riproduce una volta l'anno, con una stagione che inizia alla fine dell'inverno e si protrae fino all'inizio dell'estate, con massima intensità ad aprile-maggio. Durante questa stagione i maschi gracidano in coro chiamando le femmine all'accoppiamento. Il gracidare dell'ila sarda è forte e acuto e ha un ritmo più rapido rispetto a quello delle cugine continentali (Hyla intermedia e Hyla arborea). Gli accoppiamenti hanno luogo durante le ore notturne nell'acqua e le uova sono deposte in genere fra la vegetazione sommersa, in masserelle gelatinose. Una femmina può deporre fino a un migliaio di uova.
La schiusa delle uova avviene dopo circa 2 settimane e lo sviluppo larvale si compie in circa tre mesi o poco meno. I giovani adulti hanno una lunghezza di circa 1,5 cm.
HABITAT E DIFFUSIONE
La raganella sarda vive in Corsica, Sardegna, Isola d'Elba e Capraia. È inoltre presente in alcune isole minori della Sardegna (Isola di San Pietro, La Maddalena, Caprera e Isola di Cavallo). Sono preferiti gli ambienti di pianura e di collina e non si spinge oltre i 1000 metri d'altitudine.
Specie molto comune, si ritrova in qualsiasi habitat purché siano presenti fonti d'acqua, anche di ridotto volume e di carattere effimero. Si adatta anche agli ambienti antropizzati, sia residenziali che agricoli.
FATTORI DI MINACCIA
Nonostante sia ritenuta una specie ancora comune e abbondantemente diffusa, la raganella sarda può essere minacciata dalla riduzione degli ambienti naturali e dagli incendi, tuttavia non si hanno sufficienti informazioni sull'effettivo stato di conservazione di questa specie.
Da Wikipedia